BUCANEVE

A chi da bambino mi chiese d’abbracciare le cose d’un fiato
rispose anni dopo la donna più in gamba che abbia mai conosciuto:
“Una cosa la fa se gli interessa davvero”.
Scrissi io non so quando che per fare qualcosa, una qualsiasi cosa
il desiderio deve precorrere il timore.
Ho desiderato con tutte le forze, sotto la neve
è arrivato un santo ad un tratto e mi ha detto:
“I fiori sbocciano quando son pronti”.

Sarò forse in errore
io che mi affaccio al sole di marzo
e affondo nel buio di nuovo, perché fa ancora freddo
da mangiare c’è niente e non voglio sfamare qualche cinghiale:
voglio splender nel sole, viver l’estate!
Sarò forse un codardo, fa male saperlo
provo a farmi coraggio, a guardarmi allo specchio
son bravo a lottare, a resister nel ghiaccio.

A sei anni spensi la fiamma come fossero trenta.
Già allora, chissà, esitavo ad agire
mancava il sussurro di un santo:
“Non c’è tempo per la fretta, lasciali dire.”
E forse davvero c’è poco da fare
non sono asfodelo, tulipano o soffione
piuttosto una dalia, un crisantemo o un coglione.
Tu chiedi l’estate, ma la primavera tarda a venire.

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