LE MANI E LE ROSE

Il ricordo racconta chi siamo
o chi vorremmo essere.
In fondo a un tavolo ricco
di cibo e d’affetto
litigi e sorrisi
laggiù
ci sono gli uomini:
4 stelle fisse
4 punti cardinali
4 sedie vuote.
Questa casa è un relitto
arenato tra le sabbie del tempo.
I ricordi arrugginiscono
la mente
la rabbia
la nebbia.
Cade l’ultima onda
dove fu addio atroce
senza voce, senza parole
dove fu follia.
Ricordo la sua mano sulla fronte
che solleva i capelli
all’olio santo.
Ricordo mani che carezzano
un cielo senza stelle.
Ora
il Nord e l’Ovest
l’Est e il Sud
sono smarriti.
Sono solo
nudo
in mare aperto
nel vuoto.
Morte 
è venuta di nuovo
è di casa, in questa casa
ma stavolta
non passa sotto le porte.
Le donne la fermano
dicono in coro:
“Chiedi permesso
saluta
mangia e riposa
e lasciaci ai nostri sorrisi”. 
Nel buio cerco
il Sud: io
che non credo
credo a mani grandi
come le sue.
Vago nel buio
cerco altre stelle
inseguo la fiamma
che splende nel cuore
l’innocenza e le rose.

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