I CANTI DI RHIANNON

In quel tempo che gennaio era breve e l’anno nuovo pareva scivolare via in un lampo, la sua livrea era bianca, bianca come neve, e la merla andava a zonzo svolazzando e si vantava tutto il giorno col suo codazzo d’ammiratori. Si dice che gennaio, geloso del sapore primaverile del canto della merla, per punirne l’arroganza chiese a febbraio qualche giorno dei suoi, e da 28 diventò di 31. Per il freddo la merla si nascose in un camino e ne uscì tre giorni dopo, tutta grigia di fuliggine.

Questa è una delle storie raccontate per spiegare i Giorni della merla: i giorni, dite voi, più freddi dell’anno. Sarà pure, tuttavia i primi canti non sembrano tradurre più di tanto il freddo insopportabile, quanto annunciare i tepori ed il bel tempo. Nella tradizione celtica il merlo è associato alla Dea Rhiannon. I tre merli di Rhiannon cantano tra le fronde rigogliose e imperiture di Yggdrasill, l’Albero della Vita che sostiene tutti i mondi. Il merlo è psicopompo: uno spirito di soglia, un pellegrino per chi ascolta che accompagna nell’Altrove.

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